Granuloma dentale.

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Cosa è un granuloma dentale.

Un granuloma dentale è un’infiammazione cronica del dente e che, nella maggior parte dei casi, non presenta alcun sintomo, potendo rimanere nella bocca del paziente anche per anni prima che questo se ne accorga. Di solito, si tratta di una conseguenza di una carie, di fratture o scheggiature del dente. Anche il suo processo di crescita è molto simile a quello di una carie, dal momento che attacca dapprima il canale radicolare per poi estendersi fino alla polpa, provocando pulpiti o necrosi. Anche se il granuloma dentale non dà sintomi, è necessario curarlo perché la sua evoluzione potrebbe anche portare a infezioni più gravi. Nel caso più estremo, potrebbe nascere un principio di setticemia, una malattia che può essere anche letale per l’uomo.

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Granuloma. Tipologie, cause e cure del granuloma dentale

Esistono diversi tipi di granuloma dentale e, tra i più comuni, ci sono quello semplice, quello ascessualizzato e quello suppurato. Il primo è, in assoluto, il più diffuso ed è visibile e palpabile ad occhio nudo poiché si presenta attraverso una sporgenza tondeggiante di dimensioni variabili. Se non curato può portare alla formazione di una fistola, espandendosi fino alla superficie ossea. Non è sempre detto che si avverta dolore, ma quando avviene questo può provocare un forte mal di denti e anche un gonfiore gengivale, a seconda dei casi. Il granuloma suppurato è, invece, una conseguenza di quello semplice, mentre quello ascessualizzato, come suggerisce il nome, rappresenta la formazione di un ascesso cronico che si forma all’interno del granuloma dentale.

Granuloma dentale. Curare un granuloma dentale.

Esistono diverse cause all’origine di questa infezione batterica e, tra queste, vediamo carie allo stadio avanzato, pulpiti e necrosi non curate, denti scheggiati o penetrazione di corpi estranei all’interno della gengiva e piorrea. Per appurare la presenza di un granuloma dentale basta ricorrere a una semplice radiografia e, in seguito, procedere alle cure. Queste non possono essere antibiotiche, perché si rivelerebbero inutili trattandosi di un’infezione cronica. Occorre, invece, procedere alla devitalizzazione, che si rivela la cura preferita nella maggior parte dei casi. Se il problema riguardasse, però, un dente già devitalizzato, allora in questo caso sarebbe inevitabile l’estrazione, dal momento che non sempre è possibile intervenirvi una seconda volta.