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Ponte dentale.

Bentornati anche oggi a parlare, questa volta, del problema che ritroviamo quando perdiamo dei denti. Mangiare diventa scomodo, così come sorridere. Sia la parte funzionale che quella estetica della nostra bocca viene compromessa ed è in quel momento che l’unica soluzione che ci rimane è il ponte dentale. Ma, anche qui, non è facile scegliere quale sia il metodo migliore a cui affidarsi tra il classico ponte e l’impianto dentale.

 

Meglio il ponte dentale o l’impianto?

 

Esistono due tipi di ponte dentale: il ponte fisso e il ponte mobile. Possiamo dire che, ormai, il ponte mobile è stato superato da nuove tecnologie che consentono una maggiore comodità nella masticazione. Per far aderire un ponte alle gengive occorre servirsi di due pilastri che lo sorreggano. Si tratta dei denti adiacenti, che devono essere preparati prima di poter accogliere una corona che verrà cementata alle protesi.

Uno degli svantaggi di un ponte dentale è che uno o due denti sani devono essere sacrificati per poter sostituire quelli mancanti. Inoltre, esiste anche il problema della masticazione, perché queste protesi potrebbero non essere abbastanza forti da resistere a una tale pressione. Per tutti questi motivi, vengono sempre più preferiti gli impianti dentali, che garantiscono un aspetto naturale e una forza maggiore.

 

Gli altri vantaggi dell'impianto dentale.

Ma i vantaggi degli impianti non sono finiti qui, perché, grazie a queste radici in titanio, non occorre più usare i denti come pilastri, perché le protesi vengono sorrette unicamente dall’impianto. Anche se questo metodo presenta degli enormi vantaggi, non è detto che sia adatto a tutti i tipi di situazione odontoiatrica. L’importante è sempre ascoltare i consigli del dentista, che saprà dirci meglio di noi quale sia il metodo migliore per realizzare un ponte dentale.